La cuvée Grand Cellier Oenothèque T18 dello champagne Vilmart & Cie è uno champagne dalla personalità vinosa e profonda. È uno champagne con note di pera fondente, agrumi canditi e pasticceria al burro, con una presenza aromatica di grande generosità. Al palato, la consistenza è vellutata e ampia, perfettamente adatta ad accompagnare una cena di alta gastronomia. La casa Vilmart & Cie è un’azienda a conduzione familiare, con sede a Rilly-la-Montagne, la cui produzione è rinomata per la sua precisione e finezza. La cuvée Grand Cellier Oenothèque T18 è un’edizione che beneficia di un invecchiamento prolungato nelle cantine della casa.
La produzione dello champagne Grand Cellier Oenothèque T18 Vilmart & Cie
Il terroir
Le uve provengono esclusivamente dal villaggio di Rilly-la-Montagne, classificato come Premier Cru sulla Montagna di Reims. I vigneti affondano le radici nel gesso risalente al Campaniano, un sottosuolo drenante che assorbe l’acqua in eccesso e preserva le radici dall’asfissia. Le marne argillose in superficie completano questo drenaggio naturale.
Gli appezzamenti vantano il marchio «Viticoltura sostenibile in Champagne» e la certificazione «Alto Valore Ambientale», due riconoscimenti che attestano l’impegno della casa verso pratiche rispettose della natura.
I pendii di Rilly-la-Montagne godono di un forte sbalzo termico: le giornate calde favoriscono la sintesi degli zuccheri, mentre le notti fresche preservano gli acidi organici delle bacche. Questo microclima garantisce una maturazione lenta e una netta impronta minerale nei mosti.
La vinificazione
Laurent Champs, che dirige la tenuta di famiglia, supervisiona ogni fase della lavorazione. I grappoli vengono raccolti a mano a piena maturazione e gli acini selezionati direttamente sulla pianta. La pressatura delicata isola il cuore della cuvée (il succo più puro, estratto all’inizio della pressatura) prima di una decantazione statica che chiarifica il mosto.
La fermentazione alcolica avviene in recipienti di legno: i mosti vengono affinati per dieci mesi in botti di rovere. La porosità naturale del legno consente un apporto progressivo di ossigeno che arrotonda la struttura. Si tratta di un metodo che conferisce profondità e una consistenza corposa senza soffocare la mineralità del terroir.
L’azienda blocca sistematicamente la fermentazione malolattica (trasformazione dell’acido malico in acido lattico, più morbido) dei mosti. Questa scelta preserva l’acidità iniziale delle bacche pigiate e garantisce una nota vivace nel finale. L’imbottigliamento è avvenuto in occasione del tiraggio del 2018 (T18).
Ogni anno, per ogni tiraggio, Laurent Champs mette da parte alcune bottiglie della sua cuvée Grand Cellier per consentire loro un invecchiamento prolungato. Queste bottiglie vengono poi commercializzate nella gamma Oenothèque.
Intorno all’anno 2017
La creazione di questo vino ruota attorno alla vendemmia del 2017, che costituisce la struttura portante dell’assemblaggio. Il mese di settembre di quella vendemmia ha richiesto una selezione rigorosa: focolai di botrite hanno colpito alcuni appezzamenti della regione e la tenuta ha sistematicamente scartato le uve alterate.
Lo Chardonnay della tenuta ha resistito perfettamente a queste condizioni climatiche: apporta una spiccata tensione e una precisione aromatica marcata. Il Pinot Nero struttura il vino grazie alla sua netta freschezza. L’insieme integra vini di riserva di annate precedenti (2015 e 2016), che conferiscono una consistenza corposa e una profondità che la sola vendemmia recente non potrebbe raggiungere.
Degustazione della cuvée Grand Cellier Oenothèque T18 Vilmart & Cie
Colore
Il colore presenta una tonalità oro pallido animata da delicati riflessi argentati. L'effervescenza è viva e persistente, formando un cordone regolare in superficie. L'aspetto visivo riflette la meticolosa elaborazione di questo vino.
Naso
Al naso si aprono aromi decisi di pera fondente. Con l’ossigenazione emergono note di mandorla dolce, accompagnate da sentori di pasticceria derivati dal contatto con il rovere. Un tocco di nocciola tostata e una sottile nota agrumata completano questo profilo aromatico.
Palato
L’attacco in bocca è vivace e preciso. La struttura si sviluppa poi con una consistenza vellutata e ampia, una patina acquisita durante la lunga maturazione in cantina. Il finale si protrae per lunghi secondi, sostenuto da una percezione salina che evoca la tipicità del gesso.
Abbinamenti consigliati
- Gougères al Comté stagionato
- Capesante saltate in padella
- Toast al foie gras
- Rombo arrosto al burro
- Animelle di vitello alle spugnole
- Pollo di Bresse
- Chaource stagionato
- Parmigiano stagionato 24 mesi
- Torta sottile alle albicocche
Il parere dell'esperto di Plus de Bulles
Questa bottiglia conferma i vantaggi di un lungo periodo di riposo. Questo assemblaggio unisce la struttura del Pinot Nero all'eleganza degli Chardonnay. Vilmart & Cie firma una bottiglia pensata per l'alta gastronomia. L'interruzione della fermentazione malolattica mantiene un equilibrio netto, sostenuto da un'acidità incisiva.
Consigli per la conservazione e il servizio
Come conservare questo champagne?
Plus de Bulles spedisce questa bottiglia (75 cl) in scatole di cartone rinforzate, appositamente progettate per il trasporto dello champagne. Una volta ricevuta, si consiglia di conservare la bottiglia in posizione orizzontale, al riparo dalla luce. Idealmente in una cantina, in ogni caso in un luogo fresco e non troppo secco, a temperatura relativamente stabile.
Potenziale di invecchiamento
Il Grand Cellier Oenothèque T18 di Vilmart & Cie è una bottiglia pensata per evolversi nel lungo periodo. La sua struttura acida garantisce un’evoluzione serena e la bottiglia ha un potenziale di invecchiamento di circa 3-5 anni.
- Degustazione immediata: il vino esprime una spiccata tensione, dominata da note di agrumi freschi e pera.
- Degustazione dopo 3 anni: il tempo apporta note golose di brioche tostata e mandorla tostata.
- Degustazione dopo 5 anni: il vino sviluppa aromi terziari di miele e frutta secca candita.
Consigli di servizio
Servite questo vino a una temperatura di undici gradi Celsius. Prediligete un bicchiere ampio, con base svasata, che permetta al vino di ossigenarsi e liberi appieno il bouquet. Un leggero riscaldamento nel bicchiere modifica la percezione aromatica, mentre l’effervescenza si attenua a contatto con le pareti del calice.
Curiosità su questa annata
La lettera T sull’etichetta sta per “Tirage ”: indica l’anno di imbottigliamento del vino, una tradizione che la famiglia Champs porta avanti da diversi decenni.

