La cuvée Pur Oger 2019 firmata Franck Bonville è uno Champagne Blanc de Blancs. Nasce esclusivamente da Chardonnay coltivato sul Grand Cru di Oger.
È una cuvée che si esprime su note di agrumi e fiori bianchi, prima di lasciare spazio ad accenti più pasticceri di mandorla e brioche. La sua struttura equilibrata e la sua tensione minerale disegnano un sorso teso e preciso.
È una bottiglia che potrete servire già all'aperitivo, con delle Ostriche Fine de Claire ad esempio, per poi ritrovarla a tavola accanto a una Sogliola alla mugnaia.
Il Terroir
La cuvée Pur Oger 2019 è un Blanc de Blancs, cioè elaborata esclusivamente a partire da Chardonnay.
Si tratta di uve Chardonnay provenienti dal terroir di Oger, un villaggio classificato Grand Cru situato nella Côte des Blancs, dove Franck Bonville coltiva le sue vigne.
Questo villaggio poggia su un sottosuolo di gesso, che drena naturalmente la vite e conferisce al vino la sua tensione e la sua precisione. Il calcare che lo accompagna nutre la pianta di sali minerali, un'impronta che si ritrova poi nella sapidità del vino.
Su questo terroir, lo Chardonnay dona al vino la sua rettilineità e la sua finezza minerale.
La vinificazione
Olivier Bonville, il vigneron alla guida di Franck Bonville, ha scelto di fermentare questo Chardonnay 2019 interamente in vasche d'acciaio inox, per preservare la purezza del frutto senza aggiungere note legnose. La fermentazione malolattica è stata completa: arrotonda l'acidità naturale dello Chardonnay e dona un tocco vellutato al palato. Il vino è stato poi imbottigliato sotto tappo a corona per iniziare la presa di spuma.
Il dosaggio, fissato a 3,3 g/L, colloca questa cuvée nella categoria Extra Brut: questo dosaggio minimo lascia tutto lo spazio alla tensione dello Chardonnay e disegna un finale sapido, senza zucchero percepibile ad addolcirlo. In casa Franck Bonville, questo rigore nel dosaggio segna una volontà precisa: esprimere Oger senza artifici, nella sua più pura rettilineità.
L'annata 2019
Nella Côte des Blancs, l'annata è iniziata con gelate primaverili che hanno colpito le gemme, seguite da una primavera fresca che ha ritardato la fioritura degli Chardonnay. L'estate è poi precipitata nella canicola, con picchi di calore a luglio che hanno accelerato la maturazione delle uve sul terroir di Oger. Il mese di settembre ha portato sole, notti fresche e un vento del nord che ha preservato l'equilibrio degli acini fino alla vendemmia, per un'acidità (la sensazione di freschezza al palato) ben conservata nonostante rese più basse. Questa alternanza di freddo e caldo conferisce a questo assemblaggio di due particelle del terroir di Oger un profilo molto espressivo, con un sorso teso e aromi maturi.


