La cuvée Grand Soir 2012 di Louis de Sacy è uno champagne millesimato, frutto della vendemmia 2012.
È una cuvée che si esprime su note di frutti rossi e spezie, prima di lasciar affiorare un tocco di miele. Il palato si dispiega ampio e minerale, sostenuto da una punta sapida che prolunga la freschezza nel finale di degustazione.
È una bottiglia che potrete servire già all'aperitivo, magari con dei bignè al formaggio, per poi ritrovarla a tavola accanto a un pollame alle spugnole.
Il Terroir
La cuvée Grand Soir 2012 è un assemblaggio di:
- 29% di Chardonnay
- 71% di Pinot Noir
Queste uve provengono da due villaggi della Montagne de Reims: Verzy, classificato Grand Cru e situato sulla Grande Montagne de Reims, dove Louis de Sacy coltiva le proprie vigne, e Cernay-les-Reims, che completa l'assemblaggio. La classificazione Grand Cru di Verzy distingue le parcelle dove l'uva raggiunge la sua massima qualità, un riferimento che pesa nell'equilibrio finale della cuvée.
Su questo terroir della Montagne de Reims, il Pinot Noir, ampiamente maggioritario, dona al vino struttura e profondità, mentre lo Chardonnay vi aggiunge freschezza e tensione.
La vinificazione
Jonathan Sacy, il vigneron alla guida di Louis de Sacy, ha scelto di vinificare interamente in acciaio inox questo assemblaggio in cui il Pinot Noir domina ampiamente sullo Chardonnay. Questa scelta preserva la purezza del frutto, senza note legnose. La fermentazione malolattica è stata svolta integralmente: ammorbidisce l'acidità naturale di questa annata 2012 e conferisce una vellutatura percepibile al palato. Dopo l'imbottigliamento, un dosaggio minimo di 2,2 g/L colloca questa cuvée nella categoria Extra Brut, una tipologia che lascia esprimere il vino senza zuccheri evidenti, per un finale netto e quasi sapido. Il risultato è un Grand Soir che conserva tutta la tensione dello Chardonnay guadagnando al contempo, grazie al Pinot Noir, una rotondità carnosa e gradevole.
L'annata 2012
L'anno 2012 ha attraversato dapprima un inverno rigido sulla Montagne de Reims, con gelate severe che hanno segnato le vigne di Verzy. La primavera piovosa ha prolungato l'incertezza, ma l'estate ha ribaltato la situazione: un soleggiamento generoso a partire dalla fine di luglio ha permesso alle uve di raggiungere piena maturazione. Su questo terroir esposto a nord, il Pinot Noir ha beneficiato in particolar modo di questa sequenza calda tardiva, guadagnando in concentrazione nonostante rese più basse. Questa alchimia tra freschezza invernale e maturità estiva ha donato a questa cuvée una materia densa e una grande purezza di frutto, firma di un'annata considerata tra le più riuscite del decennio per la Montagne de Reims.


