La cuvée Monts Ferrés 2017 dello Champagne Doyard è un'interpretazione magistrale e parcellare del terroir di Vertus. Guillaume Doyard firma qui un Blanc de Blancs (100% Chardonnay) di cristallina purezza, proveniente esclusivamente dalla località omonima classificata Premier Cru. Vinificato interamente in botti di rovere senza fermentazione malolattica e affinato 6 anni sui lieviti, questo champagne è un modello di tensione ed eleganza. Dosato in modo riservato a 0,6 g/L, è destinato agli amanti dei grandi vini calcarei, cesellati e vibranti.
La produzione del Monts Ferrés 2017
Questo champagne è un 100% Chardonnay proveniente da un unico appezzamento: la località "Monts Ferrés" situata a Vertus, a sud della Côte des Blancs. Questo terroir è rinomato per offrire vini ricchi e incisivi.
Una vinificazione identitaria
La filosofia Doyard è qui portata al suo apice:
- Vinificazione in legno: i mosti sono vinificati interamente in botti di rovere vecchie. Questo non conferisce al vino aromi legnosi, ma gli conferisce una micro-ossigenazione che ne patina la consistenza.
- Senza fermentazione malolattica: l'acidità malica viene conservata per garantire una freschezza e un potenziale di invecchiamento immensi.
- Lungo invecchiamento: il vino ha beneficiato di un invecchiamento di 6 anni sui lieviti in cantina, che gli ha conferito complessità e autolisi.
- Dosaggio minimalista: con solo 0,6 g/L, è un Extra Brut che sfiora il Brut Nature.
L'annata 2017
Se il 2017 è stato un anno delicato per i Pinot Noir nella Champagne, ha invece sorriso agli Chardonnay della Côte des Blancs. Questa annata si distingue per la grande energia e la freschezza agrumata. Sul terroir dei Monts Ferrés, e grazie alla scelta di bloccare la malolattica, il vino conserva una notevole spina dorsale acida, tagliata per il lungo periodo.
Degustazione della cuvée
Colore
Il colore è oro pallido con riflessi verdi, attraversato da un'effervescenza fine e persistente, segno di un lungo riposo su listelli.
Naso
Il naso è di grande distinzione, caratterizzato da mineralità gessosa. Si apre con note di agrumi freschi (lime, pompelmo), fiori bianchi, con un tocco sottilmente tostato e vanigliato apportato dalla botte vecchia.
Palato
L'attacco è netto e preciso. Al palato rivela una tensione elettrica, tipica dello stile "sans malo". La materia è presente, densa e concentrata, avvolta dalla grassezza dell'affinamento in legno. Il finale è salino, interminabile e di assoluta purezza.
Suggerimenti di abbinamento
- Ostriche di Belon
- Sashimi di orata
- Carpaccio di capesante
- Rombo al burro bianco
- Aragosta blu alla griglia
- Animelle di vitello al limone
- Vieux Comté (30 mesi)
- Formaggio fresco di capra affumicato
- Torta al limone con meringa
Consigli per la conservazione e il servizio
Potenziale di invecchiamento
Questo vino è pensato per essere apprezzato per la sua naturale vivacità ed energia:
- 2026-2029: il vino è di una purezza straordinaria, con note di gesso e agrumi (fase di giovinezza).
- 2030-2034: inizia a maturare, sviluppando note di nocciola e cera d'api (fase di evoluzione).
- Oltre il 2035: riservato agli amanti dei grandi Chardonnay minerali e complessi (fase di pienezza).
Consigli di servizio
Servite questo grande vino a una temperatura compresa tra 10°C e 12°C. Evitate di servirlo troppo freddo, l'affinamento in legno richiede una temperatura moderata per liberare gli aromi. È indispensabile un bicchiere ampio.
Aneddoto su questa cuvée
La decisione di non effettuare la fermentazione malolattica (che trasforma l'acido malico "mela verde" in acido lattico "lattico") è un tratto distintivo della Maison Doyard. In combinazione con l'affinamento in legno, questa tecnica richiede una materia prima impeccabile e matura. È questo che conferisce ai vini Doyard la capacità unica di attraversare i decenni senza invecchiare.

